Provare dolore è umano ed è assolutamente normale soprattutto dopo aver affrontato un lutto. Ogni volta che ci troviamo a dover superare il dolore della perdita di un nostro caro, attraversiamo momenti particolari e fasi del dolore, che devono essere superate per ritornare a vivere serenamente, pur conservando nel cuore una ferita che forse non si rimarginerà mai.

La durata del dolore del lutto non si può calcolare perché dipende molto dalla personalità, dal grado di relazione affettiva, dal sostegno che si ha attorno e anche dalla capacità di ognuno di concentrarsi sulle prospettive future dopo il dolore. Dopo un lutto, la prima fase del dolore è sicuramente lo shock, un momento di smarrimento nel quale ancora non ci si rende conto della realtà. In questa fase si può essere addirittura freddi, obnubilati, distanti e alcuni non riescono neanche ad esprimere le proprie emozioni liberamente.

Il modo migliore per affrontare questo periodo è sicuramente stare accanto alle persone che soffrono senza costringerle in nessun modo a manifestare dolore e tristezza. Se invece hanno voglia di piangere, se hanno reazioni esagerate e strane rispetto al normale, siate pazienti perché è un momento che passerà, assolutamente normale.

Segue il momento della negazione, cioè il momento in cui il cervello comincia ad elaborare scenari alternativi per non affrontare il dolore. È un sogno, non è possibile che sia vero. L’aiuto da offrire a chi soffre in questo caso è solo quello di aspettare che riesca a rendersi conto della realtà. È un percorso lento che prevede di cominciare a investire energie nel futuro e nei progetti personali piuttosto che nel ricordo del lutto che si è subito.

Una volta che la realtà è stata accettata è possibile che il dolore diventi ancora più forte. Sono momenti molto dolorosi quelli in cui ci si rende conto che la vita non sarà più la stessa, si può avere paura di non riuscire a vivere senza la persona che si amava, si può avere rabbia contro il destino o per non essere riusciti a proteggere il caro, si può addirittura sentirsi colpevoli per non aver fatto abbastanza per salvare la vita della persona amata. In questo caso, sia lo psicologo che i parenti più intimi devono stimolare chi soffre ad esprimere fino in fondo tutte le sue emozioni perché se non vengono canalizzate possono diventare distruttive.

La speranza è che, trascorso un po’ di tempo, si riesca ad elaborare il lutto non dimenticando chi non c’è più, ma decidendo di mettere fine alla sofferenza. Ci si allontana dal dolore solo seppellendo il passato e concentrandosi sul futuro, senza dimenticare l’amore che abbiamo ricevuto da chi è venuto a mancare.

 

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