Cosa c’è dopo la morte? Anche i più scettici si saranno fatti questa domanda. Tutte le religioni del mondo hanno dato una risposta e ogni credo, a suo modo e secondo le sue tradizioni, ha stabilito un luogo dove l’anima del defunto troverà la sua definitiva pace.

Per le tre principali religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islam) al momento della morte l’anima va a ricongiungersi con Dio ma la concezione dell’aldilà è diversa per ognuna delle tre religioni. Nell’ebraismo del Pentateuco si parla dello Sheol, un luogo di tenebre dove tutte le anime riposano. L’idea che chi si è comportato bene possa avere un destino diverso da chi ha tenuto una cattiva condotta si afferma più tardi, insieme all’idea che i giusti una volta morti raggiungano il giardino dell’Eden mentre i malvagi vadano all’inferno.

Per il Cristianesimo, i buoni meritano il Paradiso, descritto come una meravigliosa città dove il massimo della beatitudine è costituito dall’avere sempre accanto la presenza di Dio. I malvagi invece sono destinati all’Inferno dove soffriranno pene indicibili. Solo i cattolici credono all’esistenza di un luogo intermedio, il Purgatorio, dove le anime potranno espiare i loro peccati terreni prima di arrivare in Paradiso alla presenza di Dio.

Per l’Islam, quando una persona muore si ritrova davanti a due angeli che le chiedono di recitare la professione di fede. Se l’anima viene trovata impreparata sarà dannata. Il Paradiso dell’Islam è un giardino di piaceri, il Gan Eden, dove il clima è buono, l’acqua abbonda e c’è frutta, carne e miele. Ci sono vergini bellissime per allietare le giornate ma anche tutti i propri cari.

Le religioni orientali invece hanno un concetto un po’ diverso dell’aldilà, che non viene suddiviso sulla base dei comportamenti assunti nella vita terrena, e in certi casi non sono neanche luoghi dove si soggiorna per l’eternità in quanto molte delle religioni orientali prevedono la reincarnazione. Per i buddisti non esiste un vero e proprio paradiso o un luogo del “dopo”, ma quello che conta è solo che l’anima dei defunti viene definitivamente liberata dal dolore dell’esistenza. La felicità è concepita come nirvana, cioè la fine delle continue rinascite, il nulla.

Per l’induismo infine esistono diversi paradisi, tra i quali quelli di Visnu e di Shiva, e si tratta di luoghi paradisiaci dai quali però si ritorna sulla terra dopo un breve soggiorno, per rinascere in una nuova vita.

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