A tutti può capitare di dover assistere un familiare o qualcuno che ha un’aspettativa di vita molto ridotta a causa di una malattia o dell’età avanzata. Quando un paziente si trova in una condizione di salute molto precaria, e i medici hanno stimato che la sua aspettativa di vita è di poche ore o giorni, si dice che è in fase di morte attiva. I segni della morte imminente sono molti e bisogna essere in grado di riconoscerli non solo per prepararsi psicologicamente al distacco, ma anche per saper valutare quali cure è opportuno somministrare e quali no e, nel caso fosse volontà del malato, se è il caso di tornare a casa e riportarlo nel suo letto.

Generalmente le persone che stanno per morire hanno uno stato di coscienza ridotto. Dormono molto, non fanno più discorsi molto lucidi, in alcuni casi possono vaneggiare o avere allucinazioni, dire cose senza molto senso, essere in stato confusionale oppure fare richieste anomale. Nel caso in cui il paziente si trova in ospedale, può diventare ricorrente la richiesta di tornare a casa.

Talvolta gli arti diventano freddi, bluastri o chiazzati, perché la circolazione periferica diventa inefficiente. Il respiro diventa irregolare e i muscoli della gola diventano incapaci di gestire il flusso delle secrezioni, per questo motivo il respiro diventa rumoroso. È questo quello che comunemente viene definito rantolo della morte, non è doloroso e non causa fastidio al paziente, che è incosciente e non può rendersene conto, ma può causare inquietudine ai familiari che assistono ed è per questo motivo che i sanitari lo riducono somministrando farmaci per asciugare le secrezioni e ridurre il rumore respiratorio. Il rantolo è uno dei segni della morte imminente più riconoscibili e può continuare per ore o giorni. Un altro segno è la difficoltà di chiudere completamente le palpebre, di modo che anche quando dorme la persona che sta morendo lascia gli occhi parzialmente aperti.

Al momento in cui la morte si avvicina il paziente può avere episodi di incontinenza urinaria o di oliguria. Può rifiutare il cibo del tutto o avere la nausea. Possono comparire contrazioni muscolari e il torace può sollevarsi come durante la respirazione e anche dopo l’arresto respiratorio, è possibile che il cuore si contragga ancora per qualche minuto e che compaiano convulsioni di breve durata.

La fase di morte attiva è un momento molto doloroso per chi è vicino al morente. Stare vicino, accarezzare il corpo della persona cara, stringere le mani anche quando il corpo è senza vita sono gesti che aiutano ad affrontare il momento della separazione e la fase dell'elaborazione del lutto.

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