L’esecutore testamentario è quella persona che il testatore, cioè chi fa testamento, nomina come persona di fiducia alla quale affidare il compito di eseguire le volontà che egli ha espresso nel testamento. Gli articoli 700 e seguenti del Codice Civile disciplinano questa materia e stabiliscono le caratteristiche e gli oneri dell’esecutore testamentario.

Chi può essere nominato esecutore testamentario

L’esecutore testamentario non è una persona che può essere nominata in un testamento ma è il soggetto che deve dare attuazione a determinare disposizioni del testamento, come ad esempio, nel caso in cui il testatore intenda vendere agli eredi un immobile e ricavarne una cifra. Secondo l’articolo 701 chiunque può essere nominato esecutore, ma non possono essere nominati come esecutori coloro che non hanno la piena capacità di obbligarsi. La definizione è molto ampia ma la giurisprudenza considera soggetti incapaci di essere nominati i falliti, cioè coloro che hanno dichiarato fallimento della loro impresa davanti al tribunale competente. Anche un erede può essere esecutore testamentario. La nomina di esecutore testamentario per legge non può durare più di un anno, salvo proroga dell’autorità giudiziaria, che non può durare più di un altro anno.

Chi fa testamento può scegliere senza alcun vincolo chi sarà l’esecutore testamentario e quali saranno i suoi compiti. Può scegliere un solo esecutore o più di uno, se nomina più esecutori deve ripartire i compiti dei quali dovranno occuparsi; deve prevedere delle persone chiamate a sostituire i primi nominati nel caso questi rifiutino l’incarico; può prevedere che l’esecutore testamentario sia retribuito a seguito dello svolgimento delle sue funzioni. Chi viene nominato esecutore testamentario non ha nessun obbligo di accettare la nomina, ma può anche rinunciare all’incarico. Gli eredi possono anche fissare un termine per l’accettazione dell’incarico e se entro quel termine il nominato non accetta l’incarico si intenderà rinunciante.

 Compiti dell’esecutore testamentario

L’esecutore testamentario ha tre compiti principali: deve amministrare il patrimonio ereditario, deve eseguire le disposizioni testamentarie e la divisione dell’esecutore, infine deve eseguire anche il rendiconto della gestione.  Il compito dell’esecutore testamentario cessa quando egli ha ottemperato a tutti i propri compiti, quando ha perso la capacità o è morto, in caso di rinuncia all’incarico, quando è impossibilitato a portare a termine i compiti assegnati. Generalmente, non è previsto un compenso per l’esecutore testamentario, tuttavia il testatore potrebbe stabilire una retribuzione a vantaggio dell’esecutore. Se però non è stata fissata alcuna retribuzione, l’esecutore testamentario non potrà in alcun modo pretendere nulla dagli eredi.

 

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