La tanatoprassi è un intervento post mortem che consiste nella conservazione e cura igienica del corpo del defunto al momento della morte. Lo scopo della tanatoprassi è prendersi cura del corpo in modo che nelle ore successive alla morte non subisca particolari cambiamenti sgradevoli, non incorra in decomposizione, non fuoriescano liquidi organici o vapori nauseanti che potrebbero completamente rovinare l’atmosfera di raccoglimento della veglia funebre. La tanatoprassi non va confusa con l’imbalsamazione perpetua, in quanto è una tecnica di conservazione temporanea che consente di ritardare la sepoltura soltanto di una settimana, dieci giorni al massimo.

Il tanatoprattore è un esperto di queste tecniche, formato in modo specifico sull’argomento, ed è in grado anche di occuparsi di tanatoestetica, cioè di tutte quelle tecniche di estetica (come il trucco e la vestizione salme e defunti) che servono a dare alla salma un aspetto gradevole, di serenità e di integrità, che restituisca al defunto la dignità che aveva in vita. La tanatoprassi quindi è una pratica consolatoria anche per i parenti del defunto, che possono rivedere il loro caro con un’immagine più piacevole, meno traumatica, senza quei tratti caratteristici del volto sul quale è sopraggiunta la morte ma con un aspetto estetico simile a quando il defunto era in vita.

La tanatoprassi prevede anche di conservare il corpo del defunto tramite un’iniezione di un fluido conservante nel sistema arterioso che consente di ritardare la decomposizione ma anche di garantire un naturale ritorno in polvere entro un tempo massimo di 10 anni, mentre per un corpo che non ha subito nessun trattamento sono necessari da 40 a circa 80 anni. In luoghi del mondo come gli Stati Uniti d’America la tanatoprassi è un servizio molto comune offerto dall'agenzia funebre e questi interventi sono una pratica diffusa in quasi tutte le salme e vengono praticati nelle 4 ore successive alla morte, in modo da essere più efficaci.

La tanatoprassi è una pratica che ha vantaggi anche in medicina legale, infatti l’iniezione del liquido di conservazione consente di fermare la decomposizione della salma, fissando i tessuti come in una preparazione istologica e quindi in condizioni simili è più semplice effettuare indagini e rapporti medico-legali in caso si debba stabilire una causa di morte o calcolare la traiettoria di un proiettile. Inoltre, nel caso in cui sia necessaria una riesumazione a causa di indagini giudiziarie, il cadavere si troverà sicuramente in condizioni migliori.

Il tanatoprattore è un esperto di tanatoprassi e deve avere una formazione adeguata, possedere solide conoscenze teoriche e pratiche ed elevate qualità morali. Per diventare tanatoprattore bisogna seguire specifici corsi di formazione, che in Italia sono tenuti dalle due associazioni più importanti del settore: A.I.T.(Associazione Italiana di Tanatoprassi) e I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi). Queste associazioni raccolgono anche nomi e agenzie funebri e contribuiscono alla creazione e gestione di un elenco nazionale tanatoprattori qualificati e riconosciuti per lo svolgimento di cure professionali di tanatoprassi.

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